Consumi del riscaldamento a pavimento: come abbassarli preservando il comfort

Riscaldamento a pavimento, alti investimenti iniziali, risparmio sui consumi.

 

Il riscaldamento a pavimento può offrire comfort elevato senza necessariamente comportare consumi eccessivi. Qui vediamo da cosa dipende la spesa energetica e quali accorgimenti permettono di tenerla sotto controllo.

 

Quando si sceglie un sistema radiante, il tema dei consumi merita attenzione almeno quanto quello del comfort. Un impianto efficiente, infatti, non dovrebbe limitarsi a riscaldare bene gli ambienti: dovrebbe farlo utilizzando solo l’energia realmente necessaria. Si tratta di ottimizzare il funzionamento, trovare l’equilibrio tra consumi ed efficienza, evitando tanto gli sprechi quanto temperature domestiche poco piacevoli.

 

Consumi del riscaldamento a pavimento: da cosa dipendono?

 

Non esiste un consumo standard valido per qualsiasi abitazione. Lo stesso impianto può produrre risultati economici molto differenti a seconda dell’edificio nel quale viene installato, delle regolazioni adottate e del generatore che produce l’acqua calda. Alcuni fattori, però, incidono più frequentemente di altri.

 

  • Isolamento dell’edificio: un’abitazione che disperde rapidamente calore attraverso pareti, copertura e serramenti richiede più energia per conservare la temperatura desiderata. Il pavimento radiante non elimina queste dispersioni. In un involucro efficiente, invece, il calore immesso negli ambienti viene conservato più a lungo e il generatore deve intervenire meno.
  • Temperatura di mandata: il sistema radiante lavora normalmente con acqua a temperature inferiori rispetto agli impianti tradizionali con radiatori. L’aumento della manda non implica necessariamente maggiore benessere, anzi può peggiorare l’efficienza del generatore. Il consiglio è di optate per una regolazione capace di adattarla alle condizioni esterne, la quale permette di evitare eccessi.
  • Regolazione degli ambienti: il fabbisogno di calore cambia da una stanza all’altra. A incidere sono fattori come esposizione solare, utilizzo e apporti interni possono cambiare notevolmente. Il consiglio è di procedere con una gestione per zone, la quale consente di modulare l’erogazione dove serve, evitando che locali poco utilizzati vengano riscaldati esattamente come quelli vissuti durante tutta la giornata.
  • Generatore utilizzato: la scelta è spesso tra caldaia a condensazione e pompa di calore.  Possono entrambe lavorare bene con un pavimento radiante proprio perché il sistema richiede temperature relativamente basse. Occhio però all’efficienza dell’apparecchio, al dimensionamento e alle impostazioni: incidono sulla quantità di gas o elettricità necessaria per produrre lo stesso comfort interno.

 

Come ridurre i consumi del riscaldamento a pavimento senza soffrire

 

Uno degli errori più comuni consiste nel trattare il pavimento radiante come un impianto a radiatori. La sua caratteristica è l’inerzia: massetto e pavimentazione accumulano calore e lo rilasciano gradualmente. Accensioni e spegnimenti continui possono quindi essere poco adatti al suo funzionamento.

 

Meglio puntare su una gestione regolare, con temperature interne stabili e variazioni contenute. Abbassare drasticamente il termostato per alcune ore e chiedere poi all’impianto di recuperare rapidamente diversi gradi non sempre produce il risparmio sperato.

 

Merita attenzione anche la temperatura richiesta negli ambienti. Aumentare il set point solo perché il pavimento non sembra molto caldo al tatto è un errore: il radiante non deve necessariamente dare la sensazione di una superficie caldissima. Più importante è la temperatura raggiunta dalla stanza.

 

Anche la cosiddetta regolazione climatica offre un buon margine di ottimizzazione. Essa beneficia di sonda esterna che permette e al sistema di adeguare la temperatura dell’acqua alle condizioni meteorologiche, invece di lavorare sempre con la stessa mandata.

 

Idem per il bilanciamento dei circuiti. Se alcune zone ricevono una portata eccessiva e altre insufficiente, si rischia di alzare le impostazioni generali semplicemente per compensare una distribuzione non corretta.

 

Infine, vale la pena monitorare i consumi. Confrontare periodi caratterizzati da temperature esterne simili permette di capire se una modifica delle impostazioni ha realmente prodotto un beneficio oppure ha soltanto cambiato la percezione del comfort.

 

Riscaldamento a pavimento: quali accorgimenti incidono sui consumi?

 

Non tutte le azioni hanno lo stesso peso. Alcune modificano direttamente il fabbisogno energetico, altre migliorano soprattutto il modo in cui il calore viene distribuito. La tabella seguente riassume gli interventi e le abitudini più utili.

 

Accorgimento

Effetto sui consumi

Effetto sul comfort

Quando conviene

Ridurre moderatamente la temperatura ambiente

Medio-alto

Quasi nullo se la riduzione è contenuta

Quando il set point è più alto del necessario

Utilizzare la regolazione climatica

Alto

Positivo

Quando il generatore e l’impianto la supportano

Evitare continui spegnimenti e riaccensioni

Medio

Positivo

Negli impianti con elevata inerzia

Regolare separatamente le zone

Medio

Alto

In case con ambienti utilizzati in modo diverso

Bilanciare correttamente i circuiti

Medio

Alto

Quando alcune stanze risultano più calde o fredde

Migliorare l’isolamento dell’edificio

Alto

Alto

In presenza di forti dispersioni termiche

Eseguire manutenzione e controlli periodici

Variabile

Positivo

Sempre, soprattutto in presenza di consumi anomali

 

Un aspetto merita particolare attenzione: ridurre i consumi non significa necessariamente ridurre le ore di funzionamento. Con un sistema radiante può essere molto più efficace lavorare sulla temperatura, sulla regolazione e sulle dispersioni dell’edificio.

 

Riscaldamento a pavimento: il risparmio inizia dall’installazione

 

La prima occasione di risparmio sul riscaldamento a pavimento coincide inevitabilmente con la spesa necessaria per realizzarlo. In questa fase, la ricerca di un prezzo conveniente è legittima, purché non si taglino proprio gli elementi che determinano efficienza, uniformità della distribuzione e affidabilità futura dell’impianto.

 

Si tratta di acquistare un riscaldamento a pavimento con un buon rapporto tra spesa e qualità. Per farlo, è utile confrontare preventivi costruiti sullo stesso progetto. Elementi quali metri quadrati, isolamento, numero dei circuiti, collettori, regolazione e lavorazioni comprese devono essere abbastanza simili da rendere significativo il confronto.

 

Il problema è che ottenere più proposte per un riscaldamento a pavimento rivolgendosi separatamente a numerose imprese può richiedere parecchio tempo. Ma ci sono i portali di richiesta preventivi a semplificare questa fase, perché consentono di descrivere una volta l’intervento e ricevere offerte formulate sulla stessa esigenza.

 

Tra i servizi utilizzabili c’è Edilnet. Anche per un riscaldamento a pavimento il vantaggio non consiste semplicemente nel trovare il prezzo più basso, ma nel poter confrontare più operatori e individuare la proposta che conserva caratteristiche tecniche adeguate a un costo competitivo.

 

Vuoi abbattere i costi iniziali del riscaldamento a pavimento? Chiedi i preventivi e risparmia senza compromettere la qualità.

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